La mia SICILIA.

Cucina siciliana.

La cucina siciliana è strettamente collegata alle vicende storiche e culturali della Sicilia, sia alla vita religiosa e spirituale dell’isola.
Venditore di stigghiola al mercato della Vucciria di Palermo

Vai alla sorgente pagina.


La Regione Siciliana, così come appare sul suo statuto, che è legge costituzionale della Repubblica italiana, fa parte dell’Italia insulare ed è costituita, oltre che dall’isola omonima, dalle Eolie, dalle Egadi, dalle Pelagie, da Ustica e Pantelleria.
È la regione più estesa d’Italia (25.711 km²)[3] e la sua isola maggiore; è, inoltre, la più estesa isola del mar Mediterraneo, la settima d’Europa, la quarantacinquesima del mondo.
Il suo territorio è diviso in nove province, i cui capoluoghi sono: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani.

Vai alla sorgente pagina.

La Sicilia e i suoi prodotti.

La storia della Sicilia ha visto l’alternarsi di varie dominazioni straniere (araba, normanna, angioina, aragonese) che hanno trasformato questa isola in un trionfo di mondi diversi che si riflette anche nella gastronomia tanto che si potrebbe dire che non esista una cucina regionale, ma varie cucine territoriali.
Intanto si può iniziare con gli antipasti: arancini di riso, cazzilli (squisite crocchette di patate) passando per i crispeddi catanesi (frittelle). Altro protagonista a tavola è il pesce, nelle tante varietà e cucinato in vari modi: insalate di mare, tonno, pescespada, nasello, palombo, pasta con le sarde, calamari, gamberoni, cuscus alla trapanese.
Grazie al clima mediterraneo la Sicilia offre moltissime verdure tra cui le melanzane (ingrediente della caponata, della pasta alla Norma e della parmigiana), gli asparagi, i pomodori, i peperoni.
Le carni, soprattutto spostandosi all’interno e nelle zone di montagna, hanno un sapore unico come quelle del maialino nero dei Nebrodi, l’agnello, il coniglio accompagnate da verdure di stagione.
La ricotta fresca è una sorta di regina delle ricette e soprattutto della pasticceria che trova nei cannoli e nella cassata siciliana, le sue massime espressioni. Altri dolci tipici della Sicilia sono la frutta alla martorana (colorati dolcetti di pasta reale o marzapane, plasmati a forma di frutta), la cuccìa (dolce di devozione da dividere con amici e parenti), la giuggiulena e le impanatiglie di Modica (una sorta di ravioli dolci, che racchiudono un particolare ripieno fatto di cioccolato, mandorle, cannella, uova, buccia d’arancia e un po’ di manzo). Granite e latte di mandorla sono altre due specialità.
Ad innaffiare il tutto, qualche bicchiere di ottimo vino scelto tra quelli provenienti da Marsala, Trapani, Belice o Vittoria.

Vai alla sorgente pagina. 

La cucina Siciliana.

La cucina Siciliana ha la particolarità di essere estremamente varia, questo è dovuto ad una diversità di tradizioni ed ingredienti fra le zone costiere e quelle dell’interno, che a sua volta si combina con i diversissimi retaggi lasciati dalle dominazioni dei diversi popoli che si sono succedute nell’isola e che, con il passare dei secoli, hanno lasciato tracce evidenti nella cultura locale.
A Siracusa e a Ragusa la cucina siciliana eredita in modo evidente la tradizione di semplicità e la familiarità con l’utilizzo dei prodotti della terra proprie della cucina della Magna Grecia, ed è parente molto stretta della cucina contadina dell’interno, caratterizzata dall’estensivo utilizzo di verdure, come per esempio la melanzana ( protagonista di ricette esaltanti come le melanzane alla parmigiana ), contrapposto ad un utilizzo di carne, soprattutto il maiale ed il castrato, relativamente modesto e per lo più relegato ai giorni di festa.
Nei pressi di Palermo le tradizioni culinarie attengono maggiormente alla cultura francese, più elaborata e sofisticata, ne sono esempi l’aglassato, la caponata di melanzane, il falsomagro o gli involtini alla palermitana.
Vicino a Trapani il pesce in tutte le sue forme è l’alimento principale ma la ricetta del cuscusu, versione italiana del cous cous magrebino, la dice lunga sull’influenza araba di cui risente questa zona.
A Messina le specialità tipiche sono soprattutto a base di riso e stoccafisso, ma si sente forte l’influenza della Francia, per esempio con pietanze come la zuppa “u sciusceddu”, tipica di Messina ma sicuramente di origine francese.
A Catania e Ragusa la cucina si rifà invece in modo rilevante all’antichità classica e alla tradizione del mondo contadino, si vedano per esempio ricette come “u pastizzu”, una tipica focaccia ripiena di pasta condita con le verdure, o primi come la “Pasta alla Norma” a base di salsa di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico.
Ma nella cucina siciliana, a causa delle estese coltivazioni di grano da sempre presenti in tutta l’isola, si trovano come tratti comuni la pasta ed il pane. La pasta è spesso arricchita da condimenti di vario tipo, come per esempio la carne o il pesce o la verdura; ottimi e gustosi esempi sono la pasta alle sarde di Palermo, la pasta con il finocchio selvatico di Catania, la pasta con i broccoli fritti di Trapani, o ancora la ‘ncaciata di Messina o i maccheroni al forno di Ragusa.
Anche il pane è un vero e proprio simbolo della cucina siciliana, in ogni parte della Sicilia il pane è diverso per forma e per sapore e anche quando è raffermo viene usato per fare minestre o zuppe di pane cotto o ripieni per le varie pietanze della cucina siciliana.

I vini Siciliani.

Alcamo Doc, Moscato di Pantelleria, Insolia o Ansonica, Nero d’Avola  Cerasuolo di Vittoria,
Moscato di Noto  Moscato di Siracusa, Vino dell’Etna, Malvasia delle Lipari.
Primato che spetta ai Fenici l’aver introdotto la pregiata bevanda in tutto il Mediterraneo e, naturalmente, anche in Sicilia. Ma il ritrovamento di viti dette “ampelidi” scoperte alle falde dell’Etna e nell’Agrigentino, dimostrano la presenza della vite selvatica, facente parte della rigogliosa flora mediterranea, già nell’Era Terziaria.
Con l’arrivo dei Greci nell’Isola
Nero d’Avola
Il Nero d’Avola è destinato a grande invecchiamento (ben oltre dieci anni). Le bottiglie devono essere conservate orizzontali e stappate qualche ora prima del consumo. Va servito, meglio se decantato in caraffa, sui 20°C con grandi arrosti di carni rosse, selvaggina, brasati e formaggi maturi e saporiti.
Cerasuolo di Vittoria
Quando è giovane, si abbina con arrosti di carni bianche, umidi di carne e brasati. Invecchiato (2-3 anni), si unisce a carni rosse grigliate o al forno, piatti piccanti, selvaggina, formaggi stagionati. Va servito sempre fresco di cantina (14 – 16 °C).
Etna Rosso
Si accompagna con piatti di carni rosse, arrosti, selvaggina di piuma e formaggi stagionati. La bottiglia dell’Etna Rosso va conservata orizzontale e stappata qualche ora prima del consumo. Il vino va decantato in caraffa e servito a temperatura ambiente (20 °C).
Etna Bianco
E’ ideale come aperitivo e per accompagnare frutti di mare crudi e cotti, crostacei assortiti, zuppe di pesce, minestre asciutte con sughi marinari, risotti al nero di seppia o con calamari, grigliate e fritture miste. L’Etna Bianco va bevuto fresco, a una temperatura di 10-12 °C.
Moscato di Pantelleria
Il Moscato di Pantelleria è un classico ed elegante vino adatto ai dessert di pasticceria secca; va servito molto fresco, intorno agli 8 °C. Il Passito, da servire alla stessa temperatura, è invece un vino da meditazione, anche se si può tentare un accostamento gastronomico con formaggi molto piccanti.
Alcamo
Di sicura personalità, in genere l’Alcamo supera gli 11,5° d’alcol minimo previsto dal disciplinare. E’ dunque un vino di solida struttura che può rimanere in cantina per due anni e, se ben conservato, anche tre. Si serve sui 10 °C con tutta la cucina marinara, ma anche con minestre vegetali.
Malvasia delle Lipari
Questo vino si sposa egregiamente con gelati e dolci secchi o, più semplicemente, come vino da conversazione a fine pasto. Deve essere servito fresco attorno agli 8°C.

"La Sicilia e i Giovani" 1° premio 1...

Image by flavio.leone via Flickr

The ancient Greek Temple of Hera in Selinunte,...

Image via Wikipedia

The Sicilian rail network in 2007

Image via Wikipedia

A Cassata siciliana, a rich sweet cake from Pa...

Image via Wikipedia

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: