Vini e Formaggi.


I Formaggi.

Formaggio sì o formaggio no! Per tanti e un enigma, per altri no! Credo che prima di chiedersi se il formaggio andasse o non andasse con una pietanza, E’ bene capire che la gastronomia e arte individuale, nessuno e nato Cuoco, ansi esistono cuochi nascosti in cucine insospettabili, dotati di amore e passione per la cucina, che con grande passione e fantasia, creano piatti di indiscutibile gusto e sapori, fregandosene di tutti i puritani che si indignano davanti ad un piatto di risotto alla zarina con grane di ricotta salata.
Sarebbe inutile cercare di elencare in questo blog tutte le proprietà dei tanti e svariati tipi di formaggi oggi esistenti, esistono siti che ne descrivono attitudini, qualità e proprietà molto meglio di quando potrei fare io, a tal proposito vi invito a visitare questi siti che descrivono valori e proprietà dei formaggi, “orgoglio Italiano” davvero molto interessante.

I Vini spesso dimenticati e’ poco apprezzati.

I ROSATI O ROSE’.
In realtà molto piacevoli, profumati e freschi, adatti e versatili all’abbinamento con il cibo. Molto spesso vittime di assurdi pregiudizi, frutto di una scarsa conoscenza, Considerati come vini minori. Il fatto di posizionare questi Vini tra i bianchi e quelli rossi, fa apparire. i vini rosati come se non appartengano né l’uno né l’altro. Un vino di scarsa qualità tanta Da essere considerato vino minore. Nulla di piu’ sbagliato,
Alcamo Doc, Moscato di Pantelleria, Insolia o Ansonica, Nero d’Avola  Cerasuolo di Vittoria,

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Moscato di Noto  Moscato di Siracusa.
Vino dell’Etna, Malvasia delle Lipari.
Primato che spetta ai Fenici l’aver introdotto la pregiata bevanda in tutto il Mediterraneo e, naturalmente, anche in Sicilia. Ma il ritrovamento di viti dette “ampelidi” scoperte alle falde dell’Etna e nell’Agrigentino, dimostrano la presenza della vite selvatica, facente parte della rigogliosa flora mediterranea, già nell’Era Terziaria.
Con l’arrivo dei Greci nell’Isola

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Nero d’Avola

Il Nero d’Avola è destinato a grande invecchiamento (ben oltre dieci anni). Le bottiglie devono essere conservate orizzontali e stappate qualche ora prima del consumo. Va servito, meglio se decantato in caraffa, sui 20°C con grandi arrosti di carni rosse, selvaggina, brasati e formaggi maturi e saporiti.

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Cerasuolo di Vittoria

Quando è giovane, si abbina con arrosti di carni bianche, umidi di carne e brasati. Invecchiato (2-3 anni), si unisce a carni rosse grigliate o al forno, piatti piccanti, selvaggina, formaggi stagionati. Va servito sempre fresco di cantina (14 – 16 °C).

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Etna Rosso

Si accompagna con piatti di carni rosse, arrosti, selvaggina di piuma e formaggi stagionati. La bottiglia dell’Etna Rosso va conservata orizzontale e stappata qualche ora prima del consumo. Il vino va decantato in caraffa e servito a temperatura ambiente (20 °C).

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Etna Bianco

E’ ideale come aperitivo e per accompagnare frutti di mare crudi e cotti, crostacei assortiti, zuppe di pesce, minestre asciutte con sughi marinari, risotti al nero di seppia o con calamari, grigliate e fritture miste. L’Etna Bianco va bevuto fresco, a una temperatura di 10-12 °C.

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Moscato di Pantelleria

Il Moscato di Pantelleria è un classico ed elegante vino adatto ai dessert di pasticceria secca; va servito molto fresco, intorno agli 8 °C. Il Passito, da servire alla stessa temperatura, è invece un vino da meditazione, anche se si può tentare un accostamento gastronomico con formaggi molto piccanti.

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Alcamo

Di sicura personalità, in genere l’Alcamo supera gli 11,5° d’alcol minimo previsto dal disciplinare. E’ dunque un vino di solida struttura che può rimanere in cantina per due anni e, se ben conservato, anche tre. Si serve sui 10 °C con tutta la cucina marinara, ma anche con minestre vegetali.

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Malvasia delle Lipari

Questo vino si sposa egregiamente con gelati e dolci secchi o, più semplicemente, come vino da conversazione a fine pasto. Deve essere servito fresco attorno agli 8°C.

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